Siamo di fronte ad un epocale cambio di paradigma: ormai è fondamentale sfruttare in modo efficiente le risorse che abbiamo a disposizione sia in ottica di un risparmio economico ed energetico, sia in quanto l’efficienza è strettamente legata alla sostenibilità. Ma all’interno di questo disegno, come si configura il ruolo della plastica?

Da un po’ di tempo a questa parte si sente molto parlare di economia circolare, risorse rinnovabili e riutilizzo dei materiali di scarto, ma cosa si intende con tutto ciò?

In primo luogo, è fondamentale andare a definire in modo univoco cosa si intenda per economia circolare, ossia quel nuovo paradigma di produzione e consumo finalizzato all’ottimizzazione dello sfruttamento di risorse naturali e una maggiore consapevolezza nell’uso dei materiali, al fine di efficientare la gestione di scarti e rifiuti tramite ricondizionamento e riciclo di materiali e prodotti già esistenti.

Potendo quindi aumentare la vita utile dei manufatti, o in alternativa dei loro componenti fondamentali, è possibile andare a sfruttare tutto il valore potenziale che un bene porta con sé, da un lato ottimizzando la spesa di risorse materiali ed economiche investite nella produzione di materia vergine, e dall’altro riducendo le emissioni di CO2 legate al processo produttivo di materiale vergine, contribuendo altresì a contenere i rifiuti e gli scarti al minimo.

A differenza di un’impostazione economica lineare, per cui il percorso di produzione, utilizzo e smaltimento non è reversibile, il ricorso al paradigma dell’economia circolare permette di sfruttare le risorse per il tempo maggiore possibile, assicurandoci di estrarre ogni “goccia” di valore residuo durante l’utilizzo per poi, in un secondo momento, recuperare e rigenerare prodotti e materiali quando giungono al termine della propria vita utile.

Naturale conseguenza di ciò è il miglioramento dei livelli comunitari di competitività ed efficientamento nell’utilizzo delle risorse e, pertanto, non è possibile immaginare di escludere la plastica da questo ciclo continuo di utilizzo e rivalorizzazione, soprattutto in ragione dell’importanza che questa occupa all’interno della nostra economia, basti pensare come l’utilizzo degli imballaggi alimentari in materie plastiche abbia contribuito a ridurre la deperibilità degli alimenti, oppure all’incremento di efficienza termica derivante dall’utilizzo di plastiche come materiali isolanti, all’interno del mercato dell’edilizia.

Inoltre, proprio in ragione della propria natura di nuovo paradigma, è fondamentale ripensare l’intera filiera economico-produttiva che coinvolge non solo la produzione e lo smaltimento del bene, ma anche tutto il comparto logistico, financo rivoluzionare persino l’approccio degli stessi consumatori, i quali sono in prima linea nell’indirizzare le scelte strategiche degli operatori di mercato, tramite le proprie preferenze di consumo.

Tenuto conto di quanto su esposto, quello che emerge chiaramente è l’importanza che le materie plastiche continueranno a ricoprire, con le opportune evoluzioni, proprio in ragione delle caratteristiche tecniche e strutturali del materiale, insieme all’ampia gamma di esigenze che vanno a soddisfare.

La plastica è un materiale dalle “prestazioni intelligenti”, sta a noi assicurarci che nella sua fase evolutiva abbia un utilizzo e impatto sostenibile.